Marketing Sartoriale con la Personalizzazione dinamica dell’Offerta

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sartorialePer spingere il cliente ad apporre in calce la sua firma sulla linea tratteggiata non bisogna essere più bravi. Si deve essere diversi. Soprattutto nei settori fortemente inflazionati, dove l’offerta supera la domanda e dove il Customer Care (la gestione del cliente) è ancora poco propensa a ragionare sulla retention (trattenere il cliente e fargli firmare un rinnovo contrattuale) come primo mezzo che garantisca il consolidamento della propria quota di mercato. Un’agenzia di comunicazione deve avere innanzitutto la capacità di riconoscere i clienti con cui viene in contatto, per proporre loro prodotti personalizzati, ovvero totalmente aderenti alle rispettive preferenze.

Un obiettivo che può essere ottenuto agendo non solo sul mix prodotto-servizio, ma personalizzando l’interazione: prezzo, promozioni e ogni altro elemento che possa essere rilevante nello scambio

Insomma: una personalizzazione del prodotto che viene sviluppata personalizzando il processo stesso che conduce… Alla personalizzazione. Detto come piace a me: attuare un marketing sartoriale. Un po’ come se andassimo in un atelier e chiedessimo un doppiopetto che nessun altro abbia: questo verrà costruito secondo le nostre forme fisiche, quindi secondo le nostre esigenze, compatibilmente con i trend della moda attuale affinché non risulti desueto.

Ugualmente deve essere l’offerta al consumatore: attuale nella proposta rispetto al mercato, ma a misura di cliente. E quello appena avanzato, è un paragone molto attuale, se pensiamo che ad effettuare tali servizi non siano solo i colossi come Nike, ma anche le più rivoluzionarie new economy della manifatturiera: gli eMaker.

Il rischio nell’eccedere con le opzioni, però, arriva quando il consumatore potenziale non sia particolarmente ferrato nel settore a cui si va ad affacciare. Prendiamo l’esempio di una PMI classica, di fronte ad una strategia di social media marketing strutturata oltre il dovuto: questa situazione, nell’enorme varietà della proposta, renderà impossibile per il cliente valutare l’efficacia della proposta.

Una delle scelte migliori, quindi, – ma per certi versi anche rischiosa in assenza di una forte capacità astrattiva – è il riverse marketing, che pone il consumatore nel ruolo dell’ideatore del nuovo prodotto. In questo processo ogni individuo è lasciato totalmente libero di creare un nuovo prodotto lasciando all’impresa l’onere di realizzarlo. La scelta nella forma più adatta di personalizzazione dell’offerta si fonda sulla capacità di riconoscere le caratteristiche del cliente con un set di variabili idonee a ridurre la sensazione di confusione o inadeguatezza della soluzione proposta. Variabili che riguardano sia il prodotto sia il cliente.

Si tenga conto, in ultima analisi, che la personalizzazione implica inevitabilmente un costo comunque maggiore rispetto alla standardizzazione, ecco perché viene chiesta anche una attenta valutazione del valore del cliente nel tempo.

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