Web Agency: siti internet come quadri di Picasso

navigare“Il sito web? Sono già apposto, ci ha pensato un mio caro amico a farlo”. Una frase che fa accapponare la pelle. Quasi quanto vedere la vendita in stock all’americana, piazzata in prima pagina da alcune web agency, che propone la realizzazione di siti internet a prezzi che stracciano il mercato, e con lui anche la speranza di emergere nel mondo online per l’azienda che lo commissiona.

“Il sito web non è la brochure dell’azienda messa online – spiega l’esperto di marketing Mauro Milesi – . E’ uno strumenti che deve essere costruito in linea con le esigenze di fruizione dell’utenza affinché possa convertire, ovvero generare valore”

Insomma, parliamo di un agente che deve sbaragliare la concorrenza nelle ricerche del web, primeggiare per indicizzazione e posizionamento. Parliamo di uno strumento che richiede uno studio personalizzato da parte del realizzatore, e questo implica: analisi, coinvolgimento e dedizione di tempo verso il proprio cliente che deve promuoversi in maniera convincente. “Non basta fare il sito perché bisogna farlo, perché ce l’hanno tutti. A meno che si abbiano soldi da buttare”. E la domanda sorge spontanea: come può, una web agency, offrire un servizio mirato al raggiungimento degli obiettivi di mercato e che risponda ad una customizzazione, per poche centinaia di euro?

“Non si può progettare un sito partendo dalla grafica e dal layout dell’home page, bisogna partire dalle ragioni per cui si vuole farlo – aggiunge Mauro Milesi – e molto spesso le statistiche non vengono nemmeno settate sui siti web”.

Si inizia a togliere il coperchio dal vaso di Pandora, e a notare quante aziende e attività quotate si trovino ad essere rappresentate al mondo (poiché internet è nel mondo) in modo non solo inadeguato, ma anche indisponente nei confronti dell’utenza che dovrebbe essere convertita in cliente. L’esempio? Un sito web non responsive, ossia inadatto alla navigazione sui device mobili. Grave? No, gravissimo, visto e considerato che la stragrande maggioranza della popolazione naviga nel web attraverso smartphone e tablet.

“Se aprite la vostra pagina web su un device mobile e questa sembra un’opera di Picasso – specifica Milesi – state perdendo un terzo del vostro business”.

Il messaggio che nel 2014 deve passare senza filtri alle orecchie delle aziende, è che mercato, reputazione e business hanno invertito la rotta, e chiedono di privilegiare gli investimenti online. In fondo qual è il vero fastidio: doversi adattare al web e ad una nuova economia, o adattarsi al declino della propria azienda?

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