I 7 Vizi Capitali del Mktg secondo Mauro Cavallone

MauroCavalloneL’approccio al marketing, mai come di questi tempi, è stato tanto diffuso anche tra le micro imprese. Nuovi orizzonti? Beh, questo è da vedere, ma sicuramente possiamo parlare di nuovi rischi. La redazione della nostra agenzia di comunicazione Segni d’Interpunzione, ha scelto di muoversi proprio in questa direzione: facendo luce sui rischi che corre oggi un’impresa con un cattivo approccio al marketing.

Per questo abbiamo interpellato il prof Mauro Cavallone, docente dell’Università di Bergamo.

“Il caso più diffuso è quello che si definisce di scollamento – spiega – ovvero la fase in cui gli intenti di un piano di marketing non risultano più essere in sintonia con quelli dell’area commerciale di un’azienda”.

E questo è quello che definiamo un punto di rottura che indebolisce le possibilità del marketing di dare un apporto vincente al programma attuato.

tesmarketing“Vorrei evidenziare in breve 7 vizi capitali del marketing – precisa Cavallone – che mostrano i limiti delle Pmi nel campo della promozione della propria azienda, nel portare avanti una strategia ben coordinata”.

1. Convinzione-finzione: quelle realtà aziendali in cui il marketing è entrato solo virtualmente, in cui l’acquisizione di una strategia ha avuto una valenza prettamente estetica, riportando la sua funzione solo sulla carta. “Chi non ha creduto nella sua funzione ma si è sentito in dovere di dimostrare il contrario, ha agito attraverso questi atteggiamenti”.

2. Mee Too: meglio conosciuta come imitazione. Qui il piano marketing viene creato sulla scia delle aziende concorrenti o dei player d successo che, al contrario, si sono attrezzati inserendo in azienda il marketing a pieno titolo.

3. Studia & ripeti: un esempio è dato dai giapponesi, spesso additati, che utilizzano una tattica di assimilazione e riproposizione, senza una elaborazione personale, che dia il tocco di fantasia che il marketing presuppone

4. I’ve got the power: il marketing è vissuto come un centro di potere determinato dal budget econoico. Un esempio di frattura che pone il marketing nella posizione di essere visto come investimento a fondo perduto e non come coadiuvante dell’apparato commerciale dell’azienda

5. Miopia relazionale: mancanza di interdivisione nelle funzioni e nei ruoli di chi si occupa di marketing. Questo porta ad una disfunzione dell’intero apparato, poiché i ruoli si confondono

6. Mancanza di contaminazione: è l’incapacità di strutturare un’azione univoca tra pensiero e azione, ossia tra strategia e vendita.

7. Chi è il cliente?: E’ la presunzione di saper cosa il cliente desidera, senza prima una analisi del mercato e senza una cognizione degli insights attesi dall’acquirente stesso cui si cerca di erogare un servizio o vendere un prodotto

 

 

 

 

 

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