Anna Simioni: Leader del Network Mondiale Ernst & Young

anna simioni.jpg22Non capita tutti i giorni di incontrare alla Stazione Centrale di Milano l‘Executive Director del network mondiale di servizi professionali di revisione e organizzazione contabile Ernst & Young: 175.000 dipendenti, 709 uffici in 140 Paesi. Beh, lei si chiama Anna Simioni, e l’ho rivista poco dopo nell’Aula Magna della Bocconi per il master di perfezionamento sulla leadership (Ryla 2014). Il suo contributo è stato molto importante, perché ha aperto uno scenario di vita pratica non certo trascurabile nell’ambito della gestione di un’azienda.

“Quando si deve coordinare un elevato numero di persone, è necessario considerare due componenti nell’attività di leadership: la testa, che dà la consapevolezza della posizione che si ricopre, e la pancia che genera fiducia nel team, e alimenta la capacità e la fame di apprendimento”

anna simioniPer imparare servono due condizioni fondamentali: l’obiettivo di performance (X) e la safety (Y). Senza queste due caratteristiche viene meno anche la fiducia – che genera ansia -, mentre la voglia di dare il meglio viene sostituita dall’apatia, che ci porta a perdere le responsabilità che la posizione di leader impone, lasciando cadere la colpa sugli altri e sgretolando l’unità del team.  E aggiunge Anna Simioni: “lo stretch è quell’elasticità che aiuta a sopportare lo stato di tensione e ad uscire con coraggio dalla zona di comfort”. Leader quindi non equivale a fare il capo, ma a fare la differenza, e ad arricchirla è la curiosità intellettuale “che porta a scoprire cose nuove e a vedere il bicchiere mezzo pieno”. Nasce quindi la necessità di avere come risorsa in un’organizzazione un Leader Saggio, che sappia affrontare le instabilità:

Individui che farebbero la cosa giusta in situazioni normali, agirebbero diversamente se messi sotto stress, perché la saggezza è il buon senso comune in dosi non comuni

“La derivazione di saggezza del leader giunge dalla cultura giapponese, che era impregnata di filosofia scintoista – spiega Simioni -con un orientamento alla condivisione in team“.  Ecco dunque le sei abilità del Leader Fronetico

  1. Saper distinguere tra il bene per la collettività e la propria organizzazione
  2. Saper focalizzare: il leader guarda più lontano di dove gli altri vedono
  3. Saper creare contesti condivisi: alcuni sanno lavorare bene sulla crescita di un’organizzazione e altri solo sulla razionalizzazione
  4. Saper comunicare l’essenza: guardare negli occhi le persone e dare feedback sia negativi che positivi senza paura
  5. Saper influenzare gli altri in funzione del potere che ti è stato conferito
  6. Saper instillare saggezza pratica nei propri collaboratori

“Alla critica però – sottolinea Anna – serve la capacità anche di aiutare, perché se vieni plafonato di biasimo crei soltanto inasprimento, e a risentirne è l’organizzazione”.

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