New Economy and Old Style alla Cattolica

cattolia bodegLe necessità sono quelle richieste da un fase di transizione volta al cambiamento costante; le metodologie, invece, le più leonardesche possibili. Mai come in occasione del master Ryla 2014, il mondo d’impresa e la figura del manager hanno assunto connotati tanto umanistici. Il punto di raccordo è avvenuto in occasione dell’ultimo incontro, svoltosi presso la Sala Pio XI dell‘Università Cattolica di Milano. A parlare, invece, è quello che io reputo un guru o, come direbbe lui, un “buon maestro”. Mi riferisco al prof. Domenico Bodega, preside della Facoltà di Economia, docente illuminato e classicista incurabile.

“La moderna economia di mercato risente di una derivazione marcatamente umanista – spiega -: pensiamo alla divisione del lavoro, volta ad integrare tutta l’umanità, da cui consegue l’interdipendenza fra le persone, e infine all’impegno verso uno sviluppo che la presente generazione genera a beneficio di quelle future”.

cattolica esternoAl centro torna l’uomo, come individuo, come attore della sua vita e di quelle altrui. Un senso dell’altruismo rotariano, che richiama le finalità con cui ebbe origine l’economia: “il fine ultimo dovrebbe essere il bene comune, e solo con Jeremy Bentham le logiche si mutano in quelle rivolte al profitto – analizza Bodega -. Se abbiamo come obiettivo il bene individuale, l’economia di mercato rappresenta il genus, mentre il capitalismo è solo la species legata alla Scuola Scozzese”. Diventa quindi inevitabile un passaggio storico, che ripropone l’economia come un cardine del benessere collettivo nato proprio nel Rinascimento con i benedettini, ridando luce al concetto di genus, che cade sul bene comune.  Superare la crisi è anche andare oltre l’utilitarismo e la debolezza di pensiero:

“Il RYLA ha proprio questa funzione, formare una nuova classe dirigente che si occupi del bene comune, sia riferimento per i coetanei e anteponga valori antropologici, promuovendo la libertà”.

ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNAL AUDITORSUna linea di pensiero che si rinnova, attingendo a un’età dell’oro per l’uomo, in grado di imparare dalla propria storia e facendo tesoro dei propri bisogni. “Un sogno fatto da tante persone può cambiare il mondo – aggiunge Adalberto Alberici, professore bocconiano -, e formarsi in un ambiente di matrice rotariana diventa determinante per aver chiaro in mente il concetto di libertà”. Rotary è formazione, leadership e senso di impegno sociale e reciprocità. “La Rivoluzione Francese – prosegue il bocconiano Alberici – si fregiava dell’ideale di libertà declinato al singolare, perché se fosse stato al plurale avrebbe significato caos, anarchia, confusione”.

Un ritorno all’ordine, quindi, un nuovo ordine governato da leader informali: “il leader emerge perché richiesto in fasi di particolare criticità, guidando attraverso regole e decisioni, per traghettare verso un nuovo stato di equilibrio – conclude Bodega – restando in una posizione orizzontale (e non verticale) nei confronti del prossimo”. Infatti, si deve essere leader senza essere capi; guidare senza essere despoti.

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