I due Volti della Farmacia

ImmagineCon l’agenzia di comunicazione in cui copro il ruolo di marketing strategyst, in queste settimane stiamo lanciando sul mercato un’innovativa piattaforma rivolta al mondo farmaceutico e para-farmaceutico, che abbiamo chiamato PharmaCommerce. Un prodotto davvero innovativo per un settore altrettanto conservatore: è una grande sfida, non c’è che dire.

La parte interessante, però, è quella che riguarda le indagini di mercato: telefono alla mano, pagine gialle sott’occhio e voce squillante per interrogare i farmacisti del territorio bergamasco che abbiamo strategicamente mappato su scala areale. Il dato principale che è emerso, è quello di un settore spaccato in due tronconi: gli innovatori e i più romantici tradizionalisti che mai si vorrebbero separare dalla vendita da banco.

Noi abbiamo ragionato sulla vendita online di prodotti esenti da prescrizione medica chiaramente, studiando un metodo che avrebbe ovviato a tutti i dubbi del farmacista, ma spesso non alle sue convinzioni pregresse. Io sono un instancabile ottimista, che vede nelle crisi un varco in cui sperimentare un nuovo modo di fare mercato, e che considera le tecnologie l’arma in più di cui un’azienda deve dotarsi. Ma d’altro canto, un discreto numero di farmacisti ha fatto leva su una questione più etica che pratica:

“L’e-commerce toglie umanità al nostro lavoro, implica una vendita senza consulenza che non fa bene al cliente”. E ancora: “abbiamo una clientela anziana, che non usa i computer”. Oppure: “dovremmo gestire un magazzino e quindi fare una nuova assunzione”. E infine i meno gentili, che associavano la parola web a quella degli esattori delle tasse.

Altre farmacie, invece, si sono lasciate guidare da una considerazione dello sviluppo di un business comunque etico e di maggiore apertura. Partiamo da un aspetto sostanziale: il competitor è la farmacia limitrofa, che si contende la medesima quota di mercato. Allora, offrire un servizio ulteriore che implementa quelli già presenti, sotto quest’ottica, non verrà visto come una de-personalizzazione del ruolo del farmacista, ma come l’evoluzione epocale di un antichissima professione, che deve aprirsi anche ad un pubblico più giovane. E questo pubblico, come lo avvicini? Semplicemente con il web.

Insomma: per troppo tempo si è considerato l’impiego di personale sul web come un onere o una perdita di tempo, e troppo a lungo la miopia verso i rapidi cambiamenti che stiamo vivendo ha frenato l’evoluzione delle aziende che, in molti casi, non hanno seguito il mercato. “Perché – ho risposto io – la consulenza non viene fatta anche online, sfruttando la creazione di profili skype e focus group?”. E ancora: “perché, voi farmacisti, che avete a cuore la clientela anziana, non mappate i social media come si deve per constatare il crescente numero di pensionati e over 60 iscritti e attivi su Facebook?”. Allora sì, che si potrà offrire un servizio di assistenza gratuita all’anziano malato o acciaccato, che non può uscire di casa ma può comunicare attraverso il web! Allora sì, che avrà un senso il budget stanziato dalla Regione per finanziare corsi di web e social media marketing per le aziende. Resto dell’idea, infine, che demonizzare il web sia il modo migliore per giustificare la permanenza immobile nella propria zona di confort.

Questo è il vero dilemma: quanto si ha paura di cambiare oggi?

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Fabrizio De Sanctis ha detto:

    Ciao, colgo la sfida della tua domanda e ti rispondo…
    Ho 39 anni e mi dispongo tra gli “innovatori”.
    Credo che la vera innovazione rivoluzionaria in farmacia, sia di natura professionale e non commerciale.
    Credo che la Farmacia italiana, si guadagnerà un ruolo nel futuro, se saprà cogliere le enormi opportunità presenti nel decentramento del Servizio Sanitario Nazionale. La territorialità della Farmacia e l’alta specializzazione delle figure al suo interno, la faranno diventerà la migliore offerta, costo/beneficio, di un servizio sanitario decentrato, anche di prima assistenza o primo soccorso. Sarà inoltre centro di consulenza specializzato per tutto quello che potrà ruotare intorno ai settori Healthcare e Homecare.
    Di contro, le Parafarmacie, diventeranno sempre più commerciali, sempre più grandi e sempre meglio capitalizzate, fino a diventare farmacie non convenzionate, di libera apertura e non soggette a nessun limite territoriale.
    La Farmacia italiana non ha futuro se si riduce ad essere solo un’attività commerciale. In questo senso, anche il web marketing, se si riduce ad un banale e-commerce, tanto vale usare la piattaforma ebay. Le innovazioni tecnologiche invece saranno imprescindibili per il futuro della Farmacia, così come per tutto il S.S.N. che sia web marketing, advertising, news etc etc

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