Business e Leadership, una questione di etica

velloParlare ci crisi che si generano a cicli cadenzati rientra ormai nella metodica dei nostri economisti. Parlare, invece, di come si sviluppa un leader durante le criticità della storia, è tutt’altra cosa. A spiegarlo è il prof. Pier Mario Vello, segretario generale della Fondazione Cariplo e laureato in filosofia teoretica, intervistato in occasione del RYLA 2014 presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano. “Pensiamo alla nostra mente come ad un contenitore che è attraversato da una materia costituita da emozioni – spiega il segretario -: quindi abbiamo a che fare con un contenitore cognitivo”. Siamo di fronte ad una fase di start up della formazione della leadership, che implica un secondo passaggio: “se vogliamo apprendere non dobbiamo sviluppare la capacità cognitiva, ma prima di tutto quella emotiva, perché i gruppi di persone che diverranno nella vita dei trascinatori, sono costituiti da individui che hanno sviluppato forte emotività”.
Ovviamente nei gruppi sono presenti molteplici emozioni: sia  positive che negative, in grado di creare polarità, che qui di seguito elencheremo per coppie:

  • a- Generare amore (positivo) implica l’instaurazione di un rapporto positivo con gli altri, un vettore di inclusione, che in termini lavorativi è l’avere passione, per le persone o per il compito che dobbiamo svolgere. Leadership Umana
  • a- Diffondere odio (negativo) a livello sociale è l’attacco ai legami del contenitore, che crea sottobande di contrasto reciproco. In un regime di sottobande, il leader è quello che si afferma per violenza grazie alla diffusione dell’odio. Leadership Tirannica
  • b- Pensare emozioni (positivo) questa attività genera emozione, mette in moto tutto un sistema emotivo volto alla condivisione limpida e proattiva
  • b- Pensare menzogne (negativo) queste generano confusione, si riconducono alla formazione di un leader dai caratteri negativi
  •   c- Disperazione (negativo) da intendere come il pessimismo cronico, che annulla le leggi dell’attrazione, e spegne gli entusiasmi ed il  problem solving;
  •  c- Speranza (positiva)ha una valenza emotiva forte che contrasta la disperazione, rappresentata dai negativi e pessimisti a vita. La speranza in quanto elemento di previsione futura e tracciatura di orizzonte futuro, apre ad un sistema cognitivo. La speranza induce a pensare.
  • d- Ansia persecutoria (negativo), cerchiamo il colpevole, leader esercita un suo predominio facendo leva sulla frustrazione generale, individuando capri espiatori e annientando lo spirito di squadra che è l’ingranaggio che garantisce il buon funzionamento di un piano operativo
  • d- Tollerare la frustrazione (positivo) è la capacità di comprendere in maniera analitica le difficoltà, metterle in luce e porvi rimedio attraverso il problem solving, esercitando nel contempo la comprensione e l’amore verso il proprio team, tenendolo unito e forte.

polimi“Il leader cambia in base al tipo di emozioni su cui fa leva – precisa Vello – e le quattro polarità  positive diventano l’asset indispensabile attraverso cui esercitare una leadership positiva, duratura in grado di traghettare al di fuori delle crisi un’azienda”. La paura va contrastata in base all’attivazione di emozioni, dunque, che possono portare ad un guadagno cognitivo a vantaggio del gruppo. Si sa che oggi il fare impresa non può prescindere da una forte coesione, per integrare tutti gli attori di un processo economico che vengono chiamati in causa.

“Ma quale di queste emozioni – chiede in via provocatoria il professor Vello agli studenti del master –  terreste come ultima da buttare dalla torre ?”
Secondo gli psicologi attuali, la virtù indispensabile oggi è… tollerare la frustrazione. “Perché da questo elemento catalizzatore vengono modulate le dinamiche della frustrazione, che, se placata, può generare le altre tre virtù positive sopra menzionate”.
Il leader di successo bilancia tutte e quattro le virtù, ma deve soprattutto avere passione per le persone.
Il processo di “Reverie” elaborato dallo psicanalista inglese Wilfred Bion (dal francese), è la capacita di sognare. Capacità immaginativa di capire le necessita dell’altro, del sottoposto, del collaboratore, del membro del tuo staff in difficoltà.           “L’immaginazione capisce le necessità del gruppo – chiude Pier Mario Vello – ed è simile a quella della madre nei confronti del neonato”.
Questo schema non è né etico né morale ma – converrete tutti – un comportamento di questo genere è in sé etico, come deve essere il modo di fare impresa oggi.

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